Quando una strada extraurbana è buia, accendere le luci abbaglianti sembra la scelta più semplice per vedere meglio. In realtà basta un veicolo in arrivo, una curva o un’auto che precede per trasformare un aiuto in un pericolo: qui chiarisco le regole italiane, il momento corretto per passare agli anabbaglianti, gli errori più comuni e le sanzioni previste.
La regola essenziale è vedere lontano senza togliere la vista agli altri
- Uso consentito soprattutto fuori dai centri abitati, quando l’illuminazione è assente o insufficiente.
- Commutazione obbligatoria agli anabbaglianti prima di incrociare o seguire da vicino un altro veicolo.
- Nessuna distanza fissa vale sempre: bisogna spegnere i fari appena esiste un rischio di abbagliamento.
- Lampi brevi ammessi anche nei centri abitati per segnalare un pericolo o l’intenzione di sorpassare.
- Sanzioni fino a 344 euro per l’uso scorretto durante l’incrocio o il superamento di altri veicoli.

Quando i fari di profondità sono davvero consentiti
L’articolo 153 del Codice della strada permette di usare i proiettori di profondità fuori dai centri abitati, quando l’illuminazione esterna manca o non è sufficiente. La regola non autorizza quindi ad accenderli liberamente ogni volta che è buio, ma li lega alle condizioni reali della strada. Il testo aggiornato dell’articolo è pubblicato da ACI.
Gli anabbaglianti restano invece obbligatori da mezz’ora dopo il tramonto a mezz’ora prima dell’alba, oltre che nelle gallerie e durante nebbia, neve, pioggia intensa o altra scarsa visibilità. È una distinzione importante: l’obbligo di illuminare la strada non coincide con il diritto di utilizzare la luce più intensa.
Fuori dal centro abitato
Su una strada provinciale poco illuminata e senza traffico davanti, il fascio lungo può aumentare la profondità visiva e aiutare a individuare prima pedoni, animali o ostacoli. Io lo considero utile solo quando davanti a sé c’è davvero spazio libero e buio, non come impostazione automatica da lasciare inserita per tutto il viaggio.
Dentro il centro abitato
In città, su strade illuminate o in presenza di traffico, si viaggia normalmente con gli anabbaglianti. Il lampeggio intermittente resta consentito anche nei centri abitati, ma deve servire a segnalare un pericolo concreto o l’intenzione di sorpassare, non a rimproverare chi procede lentamente.
Il momento giusto per tornare agli anabbaglianti
Il conducente deve spegnere i fari di profondità quando sta per incrociare un altro veicolo, quando segue un’auto a breve distanza o in qualsiasi situazione in cui possa abbagliare altri utenti. La legge non indica un numero universale di metri, perché contano la curva, la pendenza, la velocità, la visibilità e la conformazione della strada.
La mia regola pratica è semplice: se distinguo chiaramente il fascio luminoso sul parabrezza dell’altro conducente, sto già aspettando troppo. Conviene passare agli anabbaglianti prima che l’altro veicolo arrivi all’altezza della propria auto, così entrambi mantengono una visuale stabile.
Quando si segue un veicolo, la luce lunga può riflettersi negli specchi retrovisori e disturbare chi guida davanti. L’unica eccezione riguarda il lampeggio breve e intermittente per comunicare l’intenzione di sorpassare. Non è un permesso per mantenere gli abbaglianti accesi durante tutta la manovra.
Come gestire i fari nelle situazioni reali
Le condizioni cambiano rapidamente durante un viaggio notturno. Questa tabella riassume il comportamento più sicuro e il motivo per cui adottarlo.
| Situazione | Comportamento corretto | Perché conta |
|---|---|---|
| Strada extraurbana buia e libera | Usare i fari di profondità, controllando continuamente la strada | Aumentano la visibilità in lontananza |
| Veicolo in arrivo | Passare agli anabbaglianti con anticipo | Si evita di accecare chi procede in senso opposto |
| Veicolo seguito da vicino | Tenere gli anabbaglianti | Si impediscono riflessi fastidiosi negli specchi |
| Nebbia, pioggia intensa o neve | Ridurre la velocità e preferire anabbaglianti e fendinebbia quando appropriato | La luce intensa può riflettersi sulle particelle e peggiorare la visuale |
| Cresta, curva stretta o strada adiacente | Spegnere in anticipo se potrebbe arrivare qualcuno | Il rischio di abbagliare esiste anche prima di vedere il veicolo |
In caso di nebbia, usare più luce non significa necessariamente vedere meglio. Il fascio lungo rimbalza sulle goccioline sospese e crea una parete chiara davanti agli occhi. In queste condizioni fanno più differenza velocità adeguata, parabrezza pulito e distanza di sicurezza rispetto alla potenza del faro.
Errori tecnici e sanzioni da non sottovalutare
L’errore più grave è pensare che la responsabilità finisca quando si aziona la leva. Anche i sistemi automatici di gestione degli abbaglianti possono sbagliare davanti a una moto, a un veicolo nascosto dalla curva o a una strada parallela. Il conducente deve sempre controllare l’effetto della luce e intervenire manualmente.
Quanto si rischia con l’uso scorretto
| Violazione | Sanzione amministrativa |
|---|---|
| Mancato passaggio agli anabbaglianti nei casi previsti dal comma 3 | Da 87 a 344 euro |
| Altre violazioni dell’articolo 153 o uso improprio dei dispositivi luminosi | Da 42 a 173 euro |
Oltre alla multa, il rischio concreto è una perdita momentanea della visuale altrui. Per questo trovo particolarmente sbagliato usare il fascio lungo per “farsi spazio” nel traffico o per sollecitare un sorpasso: pochi secondi di fastidio possono diventare una situazione di emergenza.
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Controlli che migliorano davvero la sicurezza
Un faro sporco, opaco o regolato troppo in alto può abbagliare anche quando si utilizzano gli anabbaglianti. Prima di un viaggio notturno controllo sempre pulizia delle lenti, orientamento del fascio e funzionamento della spia blu sul cruscotto.
Presterei attenzione anche alle lampade LED sostitutive e alle modifiche aftermarket. Non basta che una lampada sia più potente o più bianca: deve essere compatibile con il gruppo ottico e conforme alle prescrizioni del veicolo. Una modifica non omologata può distribuire male la luce e creare più disturbo che visibilità.
La disciplina più utile nasce da tre semplici controlli
Prima di lasciare accesi i fari di profondità mi chiedo se sono fuori dal centro abitato, se la strada è realmente poco illuminata e se davanti a me c’è qualcuno che potrei disturbare. Se una sola risposta è dubbia, scelgo gli anabbaglianti. È una prudenza semplice, ma nella guida notturna fa una differenza enorme.
La luce migliore non è quella più intensa, bensì quella adeguata alla situazione. Vedere abbastanza per reagire in tempo e lasciare agli altri la stessa possibilità è il criterio che uso per valutare ogni scelta al volante.