Quando le temperature salgono e le strade non presentano più il rischio tipico dell’inverno, arriva il momento di organizzare il passaggio alle gomme estive. La scadenza del cambio gomme invernali non impone però sempre una sostituzione immediata: contano l’ordinanza della strada, l’indice di velocità riportato sul libretto e il tipo di pneumatico montato. Qui chiarisco le date, le eccezioni, le possibili sanzioni e i controlli da fare in officina.
Le date da segnare per viaggiare in regola
- 15 aprile segna normalmente la fine dell’obbligo di dotazioni invernali sulle strade interessate.
- Fino al 15 maggio si possono sostituire gli pneumatici invernali con codice di velocità più basso.
- Dal 16 maggio le gomme con indice non conforme possono comportare sanzioni.
- Le quattro stagioni possono evitare il cambio stagionale se rispettano le misure e i codici indicati sulla carta di circolazione.
- Prima del montaggio vanno controllati battistrada, pressione, usura e stato dei cerchi.
Quando finisce davvero l’obbligo delle gomme invernali
In Italia il periodo ordinario previsto dalle direttive ministeriali va dal 15 novembre al 15 aprile. In questo intervallo, sulle strade dove è stata pubblicata un’ordinanza, l’auto deve avere pneumatici invernali idonei oppure dispositivi antisdrucciolevoli compatibili, come le catene da neve.
Il 15 aprile non significa che ogni automobilista debba correre dal gommista lo stesso giorno. Da quella data termina normalmente l’obbligo di viaggiare con dotazioni invernali, ma la sostituzione può essere organizzata entro la finestra prevista dalla normativa, soprattutto quando si utilizzano pneumatici con un indice di velocità inferiore a quello estivo indicato sul libretto.
La regola non è identica su ogni strada. Province, Comuni, gestori autostradali e altri enti proprietari possono emanare ordinanze specifiche, soprattutto in zone montane o soggette a neve e ghiaccio. Prima di un viaggio lungo controllo sempre le prescrizioni del percorso, perché il calendario generale non sostituisce la segnaletica locale.
Perché il 15 maggio è una data importante
Molti confondono la fine dell’obbligo invernale con l’obbligo assoluto di smontare tutte le gomme termiche. Non è così. Gli pneumatici invernali possono rimanere montati anche oltre il 15 maggio se hanno un codice di velocità uguale o superiore a quello previsto dalla carta di circolazione per il veicolo.
La situazione cambia quando il codice di velocità della gomma invernale è più basso rispetto a quello richiesto per gli pneumatici estivi. In quel caso il periodo di utilizzo consentito termina il 15 maggio, quindi dal 16 maggio bisogna montare coperture conformi oppure sostituire quelle invernali con un modello autorizzato.
| Situazione | Cosa fare | Termine pratico |
|---|---|---|
| Gomme invernali con codice di velocità conforme | Il cambio non è imposto solo dalla data, anche se in estate è preferibile usare pneumatici estivi. | Nessuna scadenza tecnica automatica |
| Gomme invernali con codice di velocità inferiore | Montare pneumatici conformi alla carta di circolazione. | Entro il 15 maggio |
| Pneumatici quattro stagioni conformi | Si possono utilizzare tutto l’anno, senza cambio stagionale. | Nessun passaggio obbligatorio |
| Strada soggetta a ordinanza invernale | Usare gomme idonee o avere a bordo catene compatibili. | Secondo l’ordinanza locale |
Il codice di velocità è la lettera impressa sul fianco dello pneumatico, ad esempio H o V, e indica la velocità massima prevista in condizioni standard. Per evitare errori, confronto sempre quella sigla con i dati del libretto e non mi baso soltanto sulla misura della gomma.
Circolare con pneumatici non conformi può portare a una sanzione amministrativa indicativamente compresa tra 422 e 1.695 euro, oltre al possibile ritiro della carta di circolazione. Come ricorda ACI, il problema riguarda soprattutto le gomme con codice inferiore utilizzate oltre il termine consentito, non qualsiasi pneumatico invernale lasciato sull’auto.

Quando conviene fare il cambio e quale soluzione scegliere
La data di legge aiuta a programmare l’intervento, ma non indica da sola il momento migliore per la sicurezza. Come riferimento pratico considero la soglia dei 7 °C: quando le temperature restano stabilmente più alte, la mescola degli pneumatici estivi tende a lavorare meglio, soprattutto su asfalto asciutto e bagnato. Non è una soglia normativa, ma un criterio utile per decidere.
Chi vive in pianura o nel Sud Italia e percorre soprattutto tragitti urbani può valutare le quattro stagioni. Sono una scelta equilibrata per chi vuole un solo treno di gomme, percorre pochi chilometri e incontra raramente neve o ghiaccio. Non offrono però le stesse prestazioni di un buon set estivo in estate e di uno invernale in montagna.
| Soluzione | Quando ha senso | Limite principale |
|---|---|---|
| Estive e invernali separate | Molti chilometri, viaggi frequenti, clima variabile o strade di montagna. | Richiede due cambi all’anno e spazio per il deposito. |
| Quattro stagioni | Uso cittadino, inverno mite e percorrenza moderata. | È un compromesso e va scelta con attenzione. |
| Estive con catene a bordo | Clima mite e viaggi occasionali in zone dove l’ordinanza lo consente. | Le catene non sostituiscono la prudenza e non sono pratiche su ogni veicolo. |
Personalmente preferisco le gomme stagionali separate quando l’auto viaggia spesso in autostrada o affronta passi alpini. Per chi usa la vettura quasi sempre in città, invece, una quattro stagioni di buona qualità può ridurre costi, appuntamenti e il rischio di dimenticare il cambio.
Cosa controllare durante la sostituzione
Il cambio non dovrebbe limitarsi a togliere quattro ruote e montarne altre. Chiedo sempre un controllo di pressione, equilibratura, valvole e stato del battistrada. Se l’auto usa sensori TPMS, cioè il sistema che monitora la pressione degli pneumatici, va verificato anche il corretto riconoscimento dopo il montaggio.
Il limite legale minimo del battistrada è di 1,6 millimetri, ma arrivare a quella misura significa avere una riserva ridotta, soprattutto con pioggia intensa. Per le gomme invernali preferisco non scendere sotto circa 3 millimetri, perché lamelle e scanalature perdono efficacia prima di raggiungere il limite previsto dalla legge.
Durante il lavoro controllo anche tagli, rigonfiamenti, screpolature e usura irregolare. Un consumo maggiore sul bordo interno può indicare un problema di convergenza, cioè l’allineamento delle ruote, mentre vibrazioni al volante dopo il montaggio fanno pensare spesso a un’equilibratura da rifare.
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Quanto può costare
Nel 2026 il costo varia molto in base alla misura delle ruote, alla presenza dei cerchi già assemblati e ai servizi inclusi. Per un cambio stagionale completo di quattro pneumatici considero realistico un intervallo di circa 50-150 euro; il solo montaggio può costare meno, mentre equilibratura, valvole, convergenza e sensori possono aumentare il preventivo.
Il deposito stagionale aggiunge spesso circa 40-70 euro per stagione, con differenze importanti tra officine e città. Prima di prenotare chiedo se il prezzo comprende smontaggio, montaggio, equilibratura, controllo della pressione e custodia, così confronto davvero servizi equivalenti.
Come conservare le gomme fino al prossimo inverno
Gli pneumatici smontati vanno puliti, asciugati e tenuti lontani da sole, umidità, oli, carburanti e fonti di calore. Se sono montati sui cerchi possono essere impilati o appesi; se sono senza cerchio è meglio conservarli in verticale e ruotarli ogni tanto.
Segno la posizione di ogni ruota prima di riporla, anche se il gommista effettuerà una nuova verifica. Un ambiente fresco e asciutto protegge la mescola, mentre un controllo dell’età e delle condizioni al successivo montaggio evita di rimettere in strada gomme apparentemente integre ma ormai indurite.
Il calendario che seguirei per non arrivare all’ultimo giorno
Programmo il controllo già a fine marzo o nei primi giorni di aprile, soprattutto se devo viaggiare durante le festività primaverili. Se le gomme invernali hanno un codice di velocità ridotto, fisso l’intervento prima del 15 maggio; negli altri casi scelgo il momento in base a temperatura, percorso e stato del battistrada.
In autunno mi muovo allo stesso modo: prenoto il cambio prima del 15 novembre, verifico l’ordinanza della zona e controllo che le catene siano compatibili se le uso come alternativa. Bastano pochi minuti di pianificazione per evitare code in officina, spese impreviste e soprattutto una guida meno sicura quando arriva il primo freddo.