Pneumatici rumorosi? Come scegliere gomme più silenziose

19 giugno 2026

Primo piano di pneumatici invernali, con un'altra auto in lontananza. La classe rumorosità pneumatici è un fattore importante per il comfort di guida.

Indice

Durante un viaggio in autostrada il rumore degli pneumatici può diventare più fastidioso del motore, soprattutto nell’abitacolo di un’auto elettrica o ben insonorizzata. In questo articolo chiarisco come leggere la classe di rumorosità degli pneumatici, che cosa significano le lettere A, B e C, come interpretare i decibel e quali accorgimenti aiutano davvero a viaggiare più silenziosamente.

Le indicazioni essenziali per scegliere pneumatici meno rumorosi

  • La classe A indica il livello più contenuto di rumore esterno di rotolamento.
  • Il valore in dB(A) misura il rumore percepito all’esterno, non necessariamente quello dentro l’abitacolo.
  • Una differenza di 3 dB corrisponde circa al doppio dell’energia acustica emessa.
  • Il risultato dipende anche da asfalto, velocità, pressione e usura.
  • Per scegliere bene bisogna confrontare pneumatici della stessa misura e categoria.

Tabella comparativa della classe rumorosità pneumatici. Il pneumatico GT Radial Sport Active è il più silenzioso con 57.5 dB.

Che cosa misura davvero la rumorosità degli pneumatici

L’etichetta europea considera la rumorosità esterna di rotolamento, cioè il suono prodotto dal contatto tra gomma e strada e percepito da chi si trova fuori dal veicolo. Non è quindi una misura diretta del comfort nell’abitacolo, anche se uno pneumatico più silenzioso all’esterno spesso contribuisce a una guida più piacevole.

Il test viene eseguito in condizioni standardizzate, con un fonometro posizionato a bordo strada e il veicolo che passa a una velocità prestabilita. Per automobili e veicoli commerciali leggeri la prova si svolge generalmente intorno agli 80 km/h. Il valore viene espresso in decibel ponderati A, indicati con la sigla dB(A), che tiene conto della sensibilità dell’orecchio umano alle diverse frequenze.

La Commissione europea considera questo parametro soprattutto un indicatore ambientale. Un pneumatico con una buona valutazione riduce il contributo del traffico al rumore nelle strade urbane, vicino alle abitazioni e lungo le arterie più frequentate.

Come leggere le classi A, B e C

Dal 1° maggio 2021 l’etichetta europea utilizza una scala composta da tre classi per il rumore esterno di rotolamento. La lettera non sostituisce il numero dei decibel, ma lo affianca per rendere più semplice il confronto tra prodotti.

Classe Significato pratico Quando può interessare
A Rumore esterno più contenuto rispetto ai limiti di riferimento Chi percorre spesso città, tangenziali e autostrade
B Livello intermedio, oggi molto comune sul mercato La scelta equilibrata per la maggior parte degli automobilisti
C Rumore più elevato, ammesso solo per determinate tipologie Misure o applicazioni specifiche in cui le alternative sono limitate

La classe A è la migliore dal punto di vista acustico, ma non significa automaticamente che lo pneumatico sia il migliore in assoluto. La classificazione dipende dai limiti previsti per la categoria del pneumatico, dalla larghezza e da altri parametri tecnici. Per questo motivo non basta guardare solo il numero dei decibel per dedurre la lettera.

La classe B non va considerata un risultato scarso. È la categoria in cui rientra una parte molto ampia degli pneumatici moderni e può offrire un buon compromesso tra comfort, aderenza sul bagnato, durata e resistenza al rotolamento. La classe C è invece poco diffusa e riguarda soprattutto configurazioni particolari soggette a requisiti specifici.

Decibel e differenze percepibili durante la guida

Il decibel è una scala logaritmica, quindi una variazione apparentemente piccola può avere un peso reale. Una differenza di 3 dB equivale approssimativamente al raddoppio dell’energia acustica emessa dalla sorgente, ma non significa che il conducente percepisca il rumore come due volte più forte.

Un confronto tra 69 e 72 dB può essere utile, purché riguardi pneumatici della stessa misura e sottoposti alle medesime condizioni di prova. Non bisogna invece trasformare quel confronto in una promessa assoluta sul comfort interno, perché l’insonorizzazione dell’auto, i vetri, i passaruota e il tipo di asfalto cambiano molto il risultato.

La mia regola è semplice: considero la classe acustica un filtro iniziale, non una sentenza definitiva. Se due modelli hanno prestazioni simili sul bagnato e nella resistenza al rotolamento, preferisco quello con meno dB. Non sacrificherei però una migliore frenata sul bagnato per ottenere un solo decibel in meno.

Perché lo pneumatico può sembrare rumoroso anche con una buona classe

Il valore dell’etichetta nasce da una prova standard, mentre la guida quotidiana avviene su superfici molto diverse. L’asfalto drenante, il cemento, il pavé e una strada ruvida possono produrre rumori molto differenti anche con lo stesso treno di gomme.

Il disegno del battistrada

Tasselli grandi, scanalature profonde e disegni aggressivi tendono a generare più turbolenze e risonanze. Gli pneumatici invernali, quattro stagioni, rinforzati XL e run-flat possono risultare più presenti all’orecchio, perché spesso hanno tasselli più marcati o fianchi più rigidi. Non è una regola assoluta, ma è un aspetto che noto spesso nei confronti tra modelli destinati a usi diversi.

Pressione e usura irregolare

Una pressione sbagliata modifica l’impronta a terra e può aumentare il rumore, oltre a peggiorare consumo e stabilità. Anche l’usura a denti di sega, chiamata spesso scalettatura del battistrada, crea un ronzio che cresce con la velocità e può far sembrare rumoroso uno pneumatico inizialmente silenzioso.

Leggi anche: Diametro pneumatici - come leggere la misura e calcolarlo

Assetto e condizioni del veicolo

Convergenza errata, equilibratura imperfetta o componenti delle sospensioni usurati possono generare vibrazioni e rumorosità. Prima di sostituire le gomme solo per il comfort, controllerei quindi pressione, usura e geometria delle ruote. In molti casi il problema non è la classe riportata sull’etichetta.

Come scegliere pneumatici silenziosi senza sbagliare

Per un acquisto ragionato partirei dalla misura prescritta sul libretto e confronterei soltanto prodotti con lo stesso indice di carico e codice di velocità. Una gomma più stretta o con spalla più alta può sembrare più confortevole, ma non è una modifica da fare liberamente: deve essere prevista per il veicolo.

  1. Controlla il valore in dB(A) e la classe A, B o C sull’etichetta europea.
  2. Confronta pneumatici della stessa misura, non modelli appartenenti a categorie diverse.
  3. Verifica che la classe di aderenza sul bagnato sia adeguata all’uso dell’auto.
  4. Considera il tipo di percorso. Per molta autostrada il rumore conta più che per brevi tragitti urbani.
  5. Controlla recensioni e test indipendenti, perché l’etichetta non descrive durata, comfort interno e comportamento su ogni fondo.

Un esempio pratico è il confronto tra due pneumatici della stessa misura, entrambi con classe B sul bagnato e resistenza al rotolamento simile. In quel caso passare da 72 a 69 dB può avere senso per chi percorre migliaia di chilometri in autostrada, mentre la differenza di prezzo va valutata rispetto alla durata e alla qualità complessiva.

Per un’auto elettrica o ibrida il tema è ancora più evidente. L’assenza o la riduzione del rumore del motore mette in primo piano quello proveniente da battistrada e asfalto, ma non giustifica automaticamente la scelta di pneumatici specifici per veicoli elettrici se non rispettano misura, carico e omologazione richiesti.

Come ridurre il rumore dopo il montaggio

Il primo intervento è mantenere la pressione indicata dal costruttore e controllarla a freddo almeno una volta al mese. Gonfiare troppo le gomme per cercare una risposta più precisa può aumentare vibrazioni e rigidità, mentre una pressione troppo bassa peggiora comfort, consumo e controllo del veicolo.

Conviene anche far verificare l’assetto se l’auto tira da un lato, il volante vibra o il battistrada mostra un consumo anomalo. La rotazione periodica, quando prevista dal disegno e dal costruttore, aiuta a uniformare l’usura, ma non deve essere eseguita senza rispettare il senso di rotazione degli pneumatici direzionali.

Infine, non aspettarti che un prodotto marcato “silenzioso” elimini ogni rumore. Se il fondo stradale è molto ruvido o il veicolo ha un’insonorizzazione limitata, il miglioramento può essere modesto. La classe resta un dato utile per scegliere, mentre il comfort finale nasce dall’insieme di gomma, auto, strada e manutenzione.

La scelta più sensata per viaggiare in silenzio

Per la maggior parte degli automobilisti la combinazione più equilibrata è uno pneumatico di classe A o B per la rumorosità, con buona aderenza sul bagnato e pressione sempre corretta. Il numero dei decibel merita attenzione, ma va letto insieme alla misura e alle altre prestazioni, perché una gomma silenziosa non compensa una frenata mediocre o un comportamento instabile.

Quando il comfort acustico è una priorità, confronta modelli equivalenti, verifica l’etichetta aggiornata e chiedi al gommista di controllare assetto e usura. È questo approccio, più del semplice inseguimento della lettera A, che porta a una guida realmente più piacevole e a una mobilità quotidiana più consapevole.

Domande frequenti

Misura la rumorosità esterna di rotolamento, cioè il suono prodotto dal contatto tra gomma e strada e percepito fuori dal veicolo. Il test si svolge in condizioni standardizzate, generalmente intorno agli 80 km/h per auto e veicoli commerciali leggeri, e il risultato è espresso in dB(A). Non è una misura diretta del comfort nell’abitacolo.

La classe A indica il rumore esterno più contenuto, la B un livello intermedio e la C un livello più elevato ammesso per determinate applicazioni. Una differenza di 3 dB equivale circa al doppio dell’energia acustica emessa, ma non significa che il rumore venga percepito come due volte più forte.

Il rumore reale dipende anche da asfalto, velocità, pressione, usura e disegno del battistrada. Asfalto ruvido, usura a denti di sega, pressione errata, convergenza fuori misura e sospensioni usurate possono aumentare la rumorosità. Anche insonorizzazione, vetri e passaruota dell’auto modificano il comfort interno.

Confronta pneumatici della stessa misura, con lo stesso indice di carico e codice di velocità, verificando dB(A), classe acustica, aderenza sul bagnato e resistenza al rotolamento. Mantieni la pressione indicata dal costruttore e controllala a freddo almeno una volta al mese. Se compaiono vibrazioni o usura anomala, fai controllare assetto, equilibratura e geometria delle ruote; la rotazione va eseguita solo quando prevista e rispettando il senso di rotazione.

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battistrada pressione assetto rumorosità decibel

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Eustachio Conti

Eustachio Conti

Mi chiamo Eustachio Conti e da 15 anni mi dedico con passione ai temi legati al mondo dell'auto, ai viaggi e, soprattutto, alla mobilità sostenibile. La mia curiosità verso come ci muoviamo e come possiamo farlo in modo più consapevole mi ha spinto a esplorare a fondo questi argomenti, cercando di rendere accessibili anche gli aspetti più complessi. Il mio obiettivo è fornire informazioni chiare, accurate e aggiornate, basate su un'attenta ricerca e un confronto costante delle fonti, per aiutarvi a orientarvi nel panorama in continua evoluzione della mobilità.

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